Svelato il Palio di San Michele Arcangelo 2015

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Originale, eclettica e densa di significati è tutta l’opera pittorica di Marta Czok, artista di origine libanese, che oggi vive a Roma, in grado di raccontare storie di quotidianità e di trasformarle in un romanzo dal sapore vittoriano. La pittura della Czok si nutre di prospettive radicali, si erge in difesa dei più deboli e combatte qualsiasi forma di prevaricazione sociale. La sua sagacia non risparmia nemmeno il mondo dell’arte e tutte le sue opere sono dense di simbolismi come un libro miniato, accompagnate da brevi citazioni, elementi grafici aggiuntivi che come in un fumetto, conducono l’osservatore nella lettura dell’opera, che si fa racconto e svela, sempre, diversi piani interpretativi.

 

Tutto ciò che Marta Czok dipinge, pur nella modernità del suo linguaggio, finisce così per essere epico, ed alla fine il bene trionfa sul male. E di questo sapore è anche il Palio di San Michele Arcangelo 2015, intriso di simbolismi e doppie letture, ispirato alla leggenda che vede protagonista negativa la bella e seducente Bastola, inviata per vendetta dalla vicina
Nocera, per appiccare il fuoco e consegnare alle fiamme l’antico borgo. Sarà allora per mano dell’Arcangelo Gabriele
che Gualdo sarà risparmiata dalla sciagura e riconsegnata alla pace e all’ordine costituito. Al centro pertanto del drappo, dipinto in acrilico e grafite, la figura femminile, nuda, rappresentante la “strega”, avvolta dal fuoco rosso delle fiamme, mentre protende il braccio verso la Chiesa di San Francesco. Il San Michele invece, questa volta più guerriero che angelo,
nella sua robusta armatura, difende con veemenza e forza la chiesa e la città. Sullo sfondo l’azzurro intenso del cielo, mentre in alto campeggiano gli stemmi delle quattro porte, nell’ordine casuale scelto dall’artista: San Facondino, San Benedetto, San Martino e San Donato. A destra, come nebbia fitta, tutto vira nell’intensità del grigio antracite, il colore preferito dall’artista per rappresentare i misteri profondi dell’animo umano, che conduce, nelle intenzioni di Marta Czok, ad ulteriori riflessioni: perché il male è spesso incarnato da una donna? E qual è il vero epilogo di questa storia? La Bastola finirà arsa tra le fiamme, o interverrà il perdono e sarà salvata dall’Arcangelo insieme alla Chiesa? Ad ogni osservatore la sua interpretazione!

Non ci resta che augurare alle quattro porte in disputa: che vinca la migliore!

 

di Catia Monacelli